
|
|
|
BENVENUTI
in SoccorsoFauna.com
Sito curato e gestito dall'A.R.F.
Associazione Recupero Fauna - No profit |
3.
Equilibrio psico-fisico
Ecco
un animale che non ha pari nella vasta schiera dei "domestici
non convenzionali".
Chi ne ha uno a casa ci darà sicuramente ragione; a chi
invece sta valutando l’idea consigliamo di leggere attentamente
queste pagine per evitare l’acquisto di un animale verso
il quale occorre avere una predisposizione innata.
3.1. Come vive in natura
Per capire e convivere correttamente con un cane della prateria
servono alcuni preziose informazioni sulla vita che conduce in
libertà e l’ambiente che questo animale occupa in
natura.
a)
è terricolo e scava tane sottoterra.
Il
cane della prateria costruisce entrate a forma di cono per la
tana: in questo modo si preserva la tana stessa da eventuali allagamenti
e, nello stesso tempo, ha punti di avvistamento alti da cui controllare
il territorio.
b) è territoriale e fa la guardia
Vive in distese più o meno pianeggianti o collinari (intese
come orografia del territorio e non come altitudine). La raccolta
delle erbe per l’alimentazione contribuisce a mantenere
bassa la vegetazione che circonda la tana, facilitando il compito
della vedetta di turno.
c) è diurno
La luce del sole e il buio della notte scandiscono l’attività
giornaliera; niente passeggiate al chiaro di luna, all’imbrunire
sono già tutti a nanna.
Quando piove e fa freddo si rifuggia nella tana.
d) è gregario (vive in gruppo), sociale e organizzato
in nuclei familiari
Se un individuo avvista un pericolo lo comunica a tutti gli altri.
L’unione fa la forza anche tra le femmine della stessa famiglia,
in cui le mamme sono mamme anche per i cuccioli delle altre femmine
e le nonne aiutano nell’allevamento apportando la propria
esperienza.
Il bacio del cane della prateria non è
una sorta di forzatura antropocentrica; è un vero e proprio
comportamento “di rinforzo” che si espleta tra individui
affiatati e che serve per rafforzare il legame, per comunicare
un certo pathos emotivo tipico di questi roditori. Si espleta
con il reciproco strofinio degli incisivi tra i due individui;
se vi è capitato di riceverlo è indice che il vostro
animaletto vi riconosce come conspecifico.
A svezzamento avvenuto, sono i maschi ad andarsene in cerca di
nuovi territori, escludendo così inincroci (accoppiamenti
tra consanguinei) e facilitando le femmine alle quali lasciano
la tana.
3.2. In cattività
Se predessimmo uno dei cani della prateria che vive nelle nostre
case e cercassimmo di rispettare i suoi ritmi naturali, per quanto
ci potremmo sforzare, non arriveremmo mai neanche alla metà
di quello che la natura offre a questi animali.
Stupisce invece scoprire quanto questi ultimi riescano a venirci
incontro accontentandosi e arrangiandosi con quello che trovano
nelle nostre case.
Capisaldi irrinunciabili sono però un posto caldo e sicuro
dove dormire, controllo del panorama a vista, tasso di umidità
ambientale relativamente basso, cibo idoneo in abbondanza e coccole
tra familiari.
Dato che la maggior parte dei cani della prateria vive in gabbie
e che in queste è impossibile ricreare il sistema di gallerie,
offriamo al nostro animale un surrogato dell’entrata: un
vaso di coccio capovolto al quale è stata asportata la
base (e levigati i bordi!) gli darà la sicurezza di entrare
dall’alto e di essere protetto da eventuali allagamenti.
Per lo stesso motivo, evitiamogli lo shock della bacinella piena
di bagnoschiuma; se non l’avete abituato fin dalla tenera
età, l’idea di affogare sarà più forte
della sensazione di pulizia. Peraltro i cani della prateria non
hanno bisogno di bagni saponati perchè pensano da soli
a mantenere pulito il mantello.
Dato che non sono arboricoli, hanno una pessima percezione del
vuoto e rischiano di farsi male anche da altezze minime; i cani
della prateria letteralmente non sanno cadere.
Il fatto di essere terricolo gli fornisce innata la voglia di
scavare; se vi è uscita un’imprecazione per come
vi ha ridotto il parquet, provate ad immaginare la sua di delusione
quando, bucato il parquet, ha trovato il cemento!
3.3.
Vita all'aperto
Se
lo si abitua al guinzaglio, lo si potrà portare in spiaggia
o in un parco dove far sfogare la sua voglia di scavare, ma non
dobbiamo pensare che questo lo induca a non fare altri tentativi
di buchi in casa poichè l’attività di scavo
non è fine a se stessa; serve per la costruzione della
tana o la ricerca.
Se lo portate in campi con l’erba alta, fate attenzione
che l’impossibilità di guardare oltre il verde non
lo agiti eccessivamente.
Di solito non amano aggirarsi tra l’erba più alta
di loro in postura eretta, ciò nonostante mi è capitato
di osservare cani della prateria beatamente sdraiati tra l’erba,
a pancia all'aria a prendere il sole.
Normalmente questo comportamento poco vigile in natura li esporrebbe
al pericolo ma, se un cane della prateria conosce il territorio
o si sente protetto dalla presenza del proprietario, ecco che
si concede volentieri qualche fuori programma.
Prima di portare fuori dal suo solito ambiente un cane della prateria,
occorre instaurare con esso un buon rapporto di fiducia e soprattutto
assicurarsi che risponda al vostro richiamo in caso di pericolo.
Questi animali sono intelligenti e si rapportano bene all’uomo,
ma sono anche cocciuti e capricciosi.
3.4. Il rapporto con l’uomo
Maschio e femmina non sono uguali. Inoltre, ogni soggetto ha il
proprio carattere che ha un ruolo decisivo sul comportamento finale.
I maschi sono più affettuosi ed obbedienti, ma anche più
possessivi e territoriali, inoltre si affezionano prevalentemente
al proprietario e, se ceduti ad altri, difficilmente instaurano
un rapporto altrettanto forte.
Le femmine invece sono più propense ad instaurare rapporti
con tutti, ma sono anche più nervose e capricciose.
La gestione di un cane della prateria richiede polso e fermezza
senza però esagerare nel forzare l’animale: aspettare
i suoi tempi e lasciarlo libero di esprimersi serve a lui per
rilassarsi e a noi per osservarne il comportamento e correggere
l'addomesticamento.
Abbiamo più volte detto che sono animali intelligenti,
ma non bisogna confondere l’intelligenza con l’addomesticabilità;
un cane (intendendo proprio un canide) è un animale intelligente
con un alto tasso di addomesticabilità, un cane della prateria
è intelligente ma ha un tasso di addomesticabilità
medio basso. Questo significa che capisce perfettamente cosa gli
si comunica, ma non ha nessuna inibizione ad ignorare il comando.
Per poter arrivare a lui in modo produttivo occorre instaurare
una corretta gerarchia sociale, non turbarla mai e tenere sempre
presenti le sfumature del carattere individuale.
Il cane della prateria è uno "spirito libero"
il cui unico vincolo è l’intenso rapporto con il
proprietario e il nucleo familiare.
Se lo si confina in una gabbia e lo si tratta come un grosso criceto,
l’animale ne risente fino a dare l’impressione di
essere cattivo ed ingestibile. Invece vi assicuro che ho visto
cani della prateria aggressivi e nevrotici in condizioni restrittive
trasformarsi e rinascere nella loro giusta dimensione (che spesso
significa un proprietario consapevole).
Dunque, va bene la gabbia ma intesa come rifuggio e non come galera
a vita; bene le scorribande per casa o all’aperto ma solo
sotto un vigile controllo; ottima la compagnia di un suo simile
che tanto non impoverisce il rapporto con il proprietario (al
contrario di quanto avviene in altre specie). Mai lasciare per
tutta la giornata da solo un cane della prateria, s’intristisce
e si stressa nel tentativo di evadere.
Abituate il vostro animaletto a stare in braccio in pubblico;
se assimila il vostro grembo ad un posto sicuro all’occorrenza
potrebbe tornarvi utile (ad esempio per recuperarlo dopo una fuga).
3.5. Il rapporto familiare in senso stretto
Durante la fase di addomesticamento e di addestramento
di un animale ci sono specie che, se hanno un compagno conspecifico
(per intenderci un animale della stessa specie e di sesso opposto),
non instaurano con l’uomo un rapporto stretto ma mantengono
per così dire, le “coordinate” animali.
Questo succede perchè alcune specie necessitano di assimilare
l’uomo come conspecifico (o di sentirsi loro umanizzati)
per instaurare un legame stretto; i parametri specie specifici
di riconoscimento e di approccio sono alterati, il risultato è
quello che si dice un animale "imprintato" sull’uomo.
In realtà il discorso sarebbe un pò più complesso
dal punto di vista etologico, ma in questa sede più che
un trattato servono delle linee guida.
Un pò perchè gregari, un pò per indole, i
cani della prateria non sottilizzano troppo su chi entra a far
parte della “famiglia”. Instaurano rapporti corretti
con i propri simili indipendentemente dall’avere o meno
un rapporto stretto con l’uomo.
Ho osservato cani della prateria maschi che scambiavano il “bacio”
con uno dei proprietari (era una donna), accoppiarsi (nella stagione
degli amori) senza problemi con la propria compagna della stessa
specie.
Della serie "tutti insieme appassionatamente", questi
animali non vengono turbati dal fatto che la famiglia è
per così dire...mista. I ruoli comunque sono assicurati
e bisogna capirli e rispettarli.
Gli estranei sono esclusi ed è meglio avvisare gli amici
di non indugiare con le dita tra le sbarre della gabbia del vostro
animaletto poichè non è detto che sia disponibile
a socializzare.
I maschi a maturità sessuale diventano più aggressivi
in genere (sono più intolleranti) e protettivi con il proprietario
e questo può indurli ad attaccare gli estranei. Le femmine
invece diventano nervose durante il calore, ma lo comunicano forte
e chiaro lasciandoci la possibilità di modulare l’approccio.
Anche antipatie e simpatie vanno tenute in considerazione: i cani
della prateria sono capaci di improvvisi scatti verso una persona
rispetto ad un’altra. Quindi, il fatto che un soggetto sia
molto socievole non fa testo; se decide che una persona non gli
garba la attacca.
Vediamo alcuni atteggiamenti e vocalizzazioni che significano
“stammi alla larga”:
- posizione a quattro zampe, coda gonfia, sguardo fisso frontale;
segue un verso monosillabico tipo "Hii!" contemporaneamente
al quale arrivano due zampate in avanti o un morso (molto meno
frequente).
- se è in fuga spaventato, oppure in fuga dalla gabbia,
non lo afferrate a due mani circondandogli il corpo; in questo
modo gli offrireste tutte le dita per assestarvi un morso deciso.
La presa sicura è dalla collottola e per fermarlo basta
schiacciarlo delicatamente verso il suolo oppure gettargli sopra
una coperta ed avvolgerlo facendone un fagotto.
- è decisamente seccato e/o spaventato se emette il verso
monosillabico hii-hii; questo verso va quindi preso come un serio
avvertimento.
- un borbottio basso e sommesso invece è già un
segno di forte nervosismo e salgono le probabilità di ricevere
un morso.
- per mordere il cane della prateria gira la testa di lato e poi
si rigira leggermente sul fianco corrispondente; non sempre però
a questo movimento segue un morso serio, spesso usa questo gesto
come avvertimento.
In generale, ricordate di non invadere con la mano la tana dove
dorme; non senza avergli almeno dato il tempo di riconoscere il
vostro odore; inoltre non va forzato ad uscire dalla gabbia se
non ne ha voglia.
3.6. Parole… parole… parole
I maschi hanno vocalizzazioni con tonalità più basse,
una specie di gorgoglio atto a comunicare; difficilmente abbaiano.
Le femmine abbaiano spesso e volentieri per salutare, ma anche
in segno di entusiasmo e come richiamo pieno di pathos.
Le vocalizzazioni dei cani della prateria sono circa 1 e tra queste
molte indicano i diversi predatori; difficilmente avremo l’occasione
di sentirli tutti ma, in compenso, questi animaletti imparano
a comprendere qualcuna delle nostre “vocalizzazioni”,
poche parole che corrispondono a situazioni oppure oggetti frequenti
nella vita familiare.
Sono comunque più ricettivi nei confronti del tono della
nostra voce. Parlandogli spesso in vario modo imparano velocemente
a distinguere un tono rassicurante da uno alterato. Il nostro
disappunto va però comunicato con un tono fermo ed irremovibile,
utilizzando sempre gli stessi fonemi secchi e concisi. Le urla
dispotiche con i cani della prateria proprio non funzionano.
Testi: Sabrina Calandra
Foto: Valeria Ricevuto
<< indietro
|
|