2.
L'alimentazione ideale
La dieta della maggior parte delle tartarughe terrestri è
vegetariana, anche se è necessaria una certà
quantità di proteine.
L'ideale è poter tenere una tartaruga in un giardino con
una ricca varietà di piante erbacee diverse:
l'animale è in grado di scegliere le piante più appetitose
e più nutrienti a seconda della necessità del momento.
Tra le piantine "selvatiche" che potete
far crescere in giardino sicuramente idonee sono:
-
trifoglio
- tarassaco o dente di leone
- piantaggine
- dicondra
- malva
- pale del fico d'india (senza spine!)
- acetosella
- cicoria selvatica
- crescione
Tra le piante "ortive" che si possono
dare alle tartarughe terrestri sono raccomandate:
- cicoria
- bieta
- puntarelle
- valerianella o songino
- indivia e scarola
- foglie di cavolo o cavolfiore o verza
- carote (a listarelle o pezzi piccoli)
- fagiolini e zucchine (lessati)
- pomodori (con moderazione, non più di una volta la settimana)
Anche la frutta matura è
importante, per il suo contenuto zuccherino altamente energetico
e per le vitamine e i sali minerali che apporta:
- fragola
- pera
- banana
- melone
- uva
- anguria
- mela
- albicocca
- fico
- pesca
Agrumi, kiwi e frutta acerba possono provocare diarrea e sono perciò
da somministrare in piccolissime dosi o in caso di stipsi.
Si consiglia di integrare una volta alla settimana sali minerali e vitamine con del pellet tipo Raffy Mineral o Raffy P .
In natura le testuggini integrano la dieta con chiocciole e lombrichi (ma anche feci di carnivori), importanti fonti di proteine animali , essenziali per il loro benessere. In cattività potete integrare la loro dieta somministrando, ma solo SALTUARIAMENTE, camole del miele o della farina, crocchette per gatti o cani, oppure piccoli pezzi di carne cruda di manzo.
Per evitare di contaminare le vostre tartarughe con la salmonella, è bene non dar loro della carne cruda di pollo o di maiale, poiché sono spesso veicolo della malattia.
Per evitare di contaminare le vostre tartarughe con la salmonella,
è bene non dar loro della carne cruda di pollo o di maiale,
poiché sono spesso veicolo della malattia.
Si
raccomanda di fornire anche ossi di seppia, importanti
fonti di calcio assimilabile che vengono rosicchiati all'occorrenza.
3. Il letargo (fonte: www.tartarughe.org)
Le testuggini che vivono in un giardino regolano autonomamente
tempi e profondità del letargo. Volendo aiutarle a superare
bene l'inverno si possono tuttavia adottare alcune accortezze:
- predisporre un rifugio adeguato con una tettoia in legno o mattoni
e tegole, coprendola con paglia o foglie secche per creare uno strato
di aria che funzionerà da isolante contro le temperature
rigide;
- non forzare l'alimentazione: prima del letargo le testuggini diminuiscono
progressivamente la quantità di cibo che mangiano, per evitare
di avere residui che fermentano nell'intestino;
- lasciare acqua sempre fresca a disposizione, facendo attenzione
che non geli.
Vale la pena spendere due parole sul "letargo breve",
idoneo per i piccoli nati in autunno: è bene lasciarli all'aperto
fino a quando da soli decidono di andare in letargo. A questo punto
si tengono in una scatola di legno allaperto controllandoli spesso
e, dopo un paio di mesi, li si può svegliare mettendoli in
un terrario e aumentando progressivamente la temperatura. Fino a
primavera inoltrata dovranno essere allevati e mantenuti svegli
e vispi in terrario.
3.1.
Il letargo controllato
Utile strumento in caso di testuggini che affrontano
il letargo per la prima volta, si effettua mettendo la tartarughina
(che sia a digiuno da qualche giorno) in una cassetta con terra
sul fondo, ricoperta con foglie secche.
La cassetta va messa in un luogo fresco e asciutto, al buio, con
una temperatura stabile attorno a 5°C. Meglio proteggerla con
una rete metallica, in modo che non sia "visitabile" da
ratti o serpenti. Periodicamente (una volta a settimana, soprattutto
se si tratta di piccoli) è bene inumidire le foglie.
All'arrivo
della primavera, esponendo la cassetta in un ambiente più
caldo, la testuggine si risveglia da sola.
3.2.
Accortezze indispensabili
- Non mandate in letargo testuggini malate,
l'abbassamento di metabolismo potrebbe essere fatale perché
abbassa anche le difese immunitarie.
-
Difendete le tartarughe dai ratti: costruite ripari
con una rete metallica sul fondo (interrata per almeno 20 cm).
- Non forzate le tartarughe a mangiare prima del
letargo.
- Nei mesi che precedono il letargo evitate sbalzi di temperatura
continui, come può accadere portando dentro e fuori casa
le tartarughe: vanno lasciate fuori finchè non cominciano
ad interrarsi; l'entrata in latenza deve essere graduale e seguire
il normale andamento stagionale.
- Non lasciate la tartaruga in un ambiente troppo caldo
(con una temperatura superiore a 9-10°C): impedirebbe il necessario
rallentamento del metabolismo. Molti credono che prendere una scatola
e lasciarla in casa durante l'inverno significhi avere allestito
un terrario. Purtroppo è invece un modo per far morire una
tartaruga. Se volete allestire un terrario, dovete garantire temperatura,
raggi UV e luminosità corrette. Se scegliete la strada del
letargo controllato, la temperatura deve essere inferiore ai 10°C.
Non sono ammesse vie intermedie!
- Nel
caso del letargo controllato, non dimenticate di inumidire
il contenitore (soprattutto le piccole tendono a disidratarsi)
4. Gli errori più comuni che possono portare le tartarughe
alla morte
1.
Tenere le tartarughe in un ambiente sporco
2. Alimentare eccessivamente le tartarughe
3. Fornire loro una dieta non idonea o poco variata
4. Privare le tartarughe della luce del sole, o
della lampada per rettili (N.B.: La lampada per
rettili ha un "potere" che dura 9 mesi. Va cambiata anche
se sembra ancora funzionante)
5. Tenere le tartarughe in posizione precaria (Le
tartarughe non hanno concezione del vuoto, ci si buttano pensando
si tratti di uno specchio d'acqua).
Per eventuali problemi di salute della vostra tartaruga,
si consiglia una visita da un veterinario ESPERTO IN RETTILI.
Testi: Silvia Sebasti
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